Un nuovo stimolatore blocca i tremori del Parkinson

Buone notizie sul fronte farmaceutico: la Food and Drug Administration (FDA), agenzia statunitense che si occupa di regolare i farmaci all’interno del mercato americano, ha approvato un oggetto che potrebbe essere considerato un valido aiuto nei confronti di chi soffre del morbo di Parkinson. Si tratta dell’evoluzione di uno strumento già approvato in commercio nel 1997, e si aggiunge a tutta una serie di dispositivi farmaceutici volti a contrastare gli effetti provocati dalla malattia in questione.

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa (un processo che porta alla morte selettiva di alcuni neuroni), che comporta non pochi problemi nei confronti di chi ne soffre. Nel caso specifico del Parkinson, muoiono le cellule in grado di sintetizzare e rilasciare la dopamina, sostanza che funziona da neurotrasmettitore, ossia veicola le informazioni tra le cellule che sono parte del sistema nervoso (i neuroni), mediante le trasmissioni sinaptiche (dette anche sinapsi).

Occorre precisare che al momento non esistono cure per la malattia del Parkinson, tuttavia quanto è stato recentemente approvato dalla FDA risulta utile a bloccare il tremore di chi soffre di questo specifico male.

Di cosa si tratta? Di uno stimolatore celebrale, detto anche neurostimolatore, che può essere impiantato sotto la pelle al fine ultimo di alleviare i sintomi del morbo, fermando il tremolio.

L’oggetto in questione si propone quale evoluzione di un precedente apparecchio simile della stessa azienda, risalente al 1997.

Per chi è indicato? Soprattutto per i soggetti che assumendo i farmaci non riescono ad ottenere un sollievo inerentemente ai sintomi della malattia, continuando quindi a presentare difficoltà nel camminare, perdita di equilibrio e appunto tremore.

“Per i pazienti è importante trovare modi migliori per gestire i sintomi”, ha affermato William Maisel della FDA, aggiungendo anche che l’oggetto in questione si va ad aggiungere ad una gamma di operazioni terapeutiche già esistenti in commercio.

Nel caso specifico del neurostimolatore, si tratta di un generatore dalle dimensioni molto contenute capace di fornire degli impulsi elettrici, ed è alimentato da una batteria ricaricabile.

Viene impiantato sotto la pelle, nel petto, assieme ad un cavo ad esso collegato, che si attacca agli elettrodi, e viene posto nell’organo cerebrale.

Come agisce il generatore? Rilasciando degli impulsi ad una intensità bassa, rivolti a specifiche zone del cervello.

Il dispositivo è regolabile, per cui è possibile renderlo aderente alle specifiche necessità ed esigenze di ciascun paziente.

Nello sperimentare l’apparecchio, gli studi attinenti hanno fatto registrare un miglioramento abbastanza significativo legato ai sintomi, avutosi in un periodo di tempo compreso tra i 3 e i 6 mesi.




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