Novità in arrivo sul fronte delle pensioni

Inps

Convergenza tra Governo, parti sociali e presidente dell’Inps Tito Boeri su un tema che sta molto a cuore ai pensionati e non solo: questa è la sfida del premier Matteo Renzi relativamente alla riforma delle pensioni, che si vuole attuare al fine di superare anche le severe norme introdotte dalla Fornero ai tempi del Governo Monti che disciplinano il prepensionamento. Le nuove norme che si intende far attuare, saranno incluse all’interno della futura Legge di Stabilità. Di seguito, vi elenchiamo alcune delle proposte più interessanti.

Secondo Tito Boeri alcune delle ipotesi su cui il Governo intende lavorare non hanno una sufficiente copertura dal punto di vista economico. Fra queste la così detta “pensione light” a 62 anni. Di cosa si tratta? Di permettere la pensione anticipata con almeno 35 anni di contribuzione ed un’età compresa tra i 62 anni e i 70 anni.  Per compensare il tutto, vi saranno 2 punti percentuali in meno di pensione per ciascun anno di anticipo, fino ad un massimo afferente all’8%. Per questa idea, secondo Boeri i soldi non ci sono, così come mancano le coperture per varie altre proposte. Da questo punto di vista, il Governo dovrà trovare delle soluzioni che rendano attuabili quanto si  spera di far diventare legge.

La “Quota 100” è una delle altre proposte bocciate dal presidente dell’Inps, per via del fatto che mancano le coperture ecomiche. Di che si tratta? Della pensione ottenuta sommando l’età anagrafica e l’età contributiva ottenendo come numero 100. Ad esempio, 62 anni e 38 anni di contributi, oppure 63 anni anagrafici e 37 di contribuzione, e così via.

Viene invece etichettata come ottima idea, anche da parte del presidente dell’Inps, quella di estendere la “opzione donna” anche agli uomini. Trattasi dell’assegno consegnato in anticipo rispetto all’età della vecchiaia, ed è in questo caso calcolato per intero mediante il metodo contributivo. Oggi la opzione donna permette di andare in pensione con un età pari a 57 anni (58 per le lavoratrici autonome) ed una contribuzione pari a 35 anni. Con questo sistema, il lavoratore accede ad una pensione che viene calcolata solamente con i contributi versati, sicché l’assegno (se richiesto) si riduce del 25-30%. Tuttavia, se la misura viene estesa anche agli uomini, i limiti verranno rivisti.

Per il presidente Boeri è buona anche la proposta di aiutare le persone disoccupate tra i 55 e i 65 anni di età che non possiedono ancora i requisiti per la pensione. Anche in questo caso, è necessario però riuscire a trovare i soldi per mettere in pratica la proposta.




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