La triste storia di Serafina, la “malata immaginaria”

Sono le “malate immaginarie”, categoria a cui appartengono alcune donne, una decina a Napoli, che arrancano dal punto di vista economico, e per tale motivo cercano rifugio e ristoro negli ospedali, ricoverandosi anche se non hanno nulla di cui preoccuparsi dal punto di vista medico. I dottori e gli infermieri lo sanno, ma fanno finta di niente, perché capiscono la situazione di estremo disagio che vivono quotidianamente.

La storia che vi raccontiamo in questa sede è quella di Serafina, 74enne napoletana che vive con 446 euro di pensione: una miseria, considerando a cosa le servono. Non le bastano per tutte le necessità che le derivano dalla famiglia.

Per una vita come lavoro ha fatto la donna delle pulizie all’interno degli uffici, ed ora si ritrova con pochi euro in tasca.

La famiglia non può darle una mano: ha un marito disoccupato e 4 figli senza lavoro. Una condizione davvero disperata. Infatti è lei a doversi occupare di tutti e cinque.

Serafina è una persona alta, dal fisico grosso e possente. La salute non le manca di certo, eppure non può fare a meno di adoperare l’escamotage dell’ospedale, grazie al quale dorme e mangia senza spendere un euro. Come potrebbe fare, altrimenti?

Al pronto soccorso e nel reparto è ormai un volto noto, tutti o la maggior parte dei medici conosce la sua particolare storia, ed il motivo per cui ogni fine mese Serafina finge di star male e si presenta in ospedale con il pretesto di essere ricoverata. Non le importa di dover passare una settimana da “prigioniera” nella struttura sanitaria.

Una condizione assurda, ma che rende possibile la sopravvivenza pacifica a lei e ai familiari, anche se in una situazione che resta comunque di forte disagio.

Del resto, tutti e 4 i figli, oltre che il marito, sono a suo carico, e quei “quattro soldi” di pensione certamente non bastano. Vive di stenti a casa, mentre all’ospedale è servita e ha un letto comodo su cui riposare.

Le vengono garantiti tutti e tre i pasti principali: colazione, pranzo e cena, e quindi in un certo senso quella settimana in ospedale non le dà tanto fastidio, anzi: può finalmente tirare un sospiro di sollievo, in quanto si sente protetta.

Ogni mattina, quando è ricoverata, il medico di turno effettua il giro di routine, pur sapendo che la signora non ha alcun male specifico, se non quello di vivere in condizioni davvero misere e disperate.




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