Gli esperti: non bere latte di mucca se hai un tumore

LATTE[1]

Secondo Robert Cohen, allo scopo di evitare di peggiorare la situazione di chi soffre di tumore, è davvero consigliabile il non bere latte di mucca.

Secondo l’esperto, ogni bicchiere di latte raddoppierebbe la quantità presente nel corpo dell’ormone IGF-1, sostanza che ha la capacità di aumentare le dimensioni del cancro. Ovviamente, affinché ciò si verifichi, bisogna essere malati di cancro.

Anche il prof. Franco Berrino sostiene questa tesi: il latte produce nell’uomo l’effetto della crescita veloce, ed è qualcosa di molto utile al vitello, che cresce in pochi mesi fino a 300Kg. Secondo Berrino c’è la possibilità che questa pecularietà del latte interessi la crescita veloce di cellule quali fibromi, sarcomi e cancri, ossia di cellule tumorali.

Franco Berrino è un Medico Epidemiologo del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva di Milano. In considerazione della qualifica che possiede, le opinioni di questo professore possono a giusto titolo essere considerate autorevoli.

Il ragionamento su cui si basa Franco Berrino è il seguente: la scienza ha dimostrato con diversi studi che chi beve latte ha i livelli di IGF-1 più alti nel sangue. Questo ormone farebbe male alle persone affette da tumore. Questo significa che chi ha già un tumore è meglio che non beva latte di mucca, perché in quel caso la situazione potrebbe peggiorare.

Il professore inoltre, ha affermato di conoscere un solo studio, quello da lui condotto assieme alla sua equipe, che ha guardato i fattori di crescita in rapporto al tumore alla mammella: anche se lo studio è piccolo perché ha riguardato solo 110 pazienti, è emerso che chi ha i fattori di crescita più alti si ammala di più di metastasi tumorali. La metastasi è la disseminazione di un processo evolutivo, come un tumore, dalla sua sede di origine ad altri organi dell’individuo.

Dunque, l’opinione del professore è che per le persone affette da un tumore convenga assolutamente non bere latte di mucca.

La valida alternativa al latte di mucca è rappresentata dal latte vegetale. Il latte di soia è ottimo, perché è ricco di proteine e dunque può essere utilizzato proprio come sostituto del latte di mucca a tutti gli effetti.

Anche il latte di riso ed il latte di avena sono ottimi nel sostituire il latte di mucca, l’importante è fare attenzione al fatto che non contengano troppe aggiunte al loro interno: ad esempio, se questi latti vegetali sono troppo dolci, rischiano di alzare i livelli di glicemia, se bevuti con frequenza.

Dunque, sia Robert Cohen che il professore Berrino, sostengono la stessa cosa: che sia meglio non bere il latte di mucca per tutti coloro che sono già sofferenti di tumore, proprio perché il tumore che hanno potrebbe altrimenti espandersi a causa del fenonomeno già citato della metastasi, che sarebbe provocata dall’ormone IGF-1 contenuto nel latte.




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